Approvato il nuovo PNAF 2018 dall’Agcom

Con la delibera 290/18 l’Agcom ha approvato il nuovo PNAF 2018 che servirà per la transizione al DVB-T2. Il Piano è stato realizzato per cercare di usare:

– codifiche o standard più avanzati per sfruttare nel miglior modo possibile lo spettro televisivo;

– frequenze appartenenti esclusivamente all’Italia in base agli accordi internazionali in ciascuna area di coordinamento;

– la banda UHF in ambito locale con la divisione in aree tecniche e la banda III VHF secondo l’Accordo di Ginevra 2006, con lo scopo di creare un multiplex regionale per la trasmissione di programmi televisivi a livello locale, ottimizzare il maggior numero di frequenze coordinate disponibili in ogni regione per la radiofonia digitale (DAB) e garantire alle emittenti locali almeno un terzo dell’intera capacità trasmissiva.

Per quanto riguarda la Sicilia ci sono da evidenziare 2 punti fondamentali: [“Per quanto attiene alla gestione del “periodo transitorio”, diversi soggetti hanno evidenziato che, ai sensi della Legge di Bilancio, la liberazione anticipata dei canali 50-53 UHF rispetto al termine del 30 giugno 2022 sia necessaria solo nelle aree per le quali è stato sottoscritto, in tal senso, un accordo di coordinamento internazionale con Francia, Svizzera e Malta (cosiddette aree di esclusione).”….
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A seguito della sottoscrizione degli accordi internazionali tra il Ministero dello sviluppo economico e le competenti autorità degli Stati radioelettricamente confinanti, in attuazione della decisione (UE) 2017/899, risultano attribuite all’Italia 14 frequenze in ciascuna area di coordinamento (15 nell’area di coordinamento con la Svizzera). In limitati casi, le frequenze risultano in condivisione con uno degli Stati radioelettricamente confinanti.
Per quanto riguarda l’area geografica di coordinamento prospiciente il Canale di Sicilia (comprendente le province meridionali della Regione Sicilia e la fascia costiera dei paesi extra- UE, Algeria, Tunisia e Libia), occorre rilevare che le negoziazioni tra il Ministero dello sviluppo economico e le competenti autorità degli Stati radioelettricamente confinanti (in particolare l’amministrazione di Tunisi), risultano tuttora in corso e, per quanto in fase avanzata, allo stato, non è stato ancora perfezionato un nuovo accordo di coordinamento diretto ad attualizzare le previsioni del vigente Accordo GE06. Tale circostanza, pertanto, in astratto, dovrebbe comportare che ai fini del presente procedimento di pianificazione, con riferimento alla citata area geografica, possano considerarsi disponibili le sole frequenze assegnate all’Italia dal citato Accordo GE06 (8 ”
frequenze in banda UHF, 3 delle quali inutilizzabili in quanto ricadenti in banda 700 MHz). Tuttavia, in concreto, dovendo l’Autorità pianificare lo stesso numero di reti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, tale ipotesi determinerebbe il paradossale effetto di dover sensibilmente ridurre il numero di reti nazionali e locali nell’ambito del PNAF 2018, vanificando pertanto, in modo pressoché totale, i risultati conseguiti dell’attività di coordinamento internazionale svolta dal Ministero dello sviluppo economico (attraverso la sottoscrizione di nuovi accordi con le amministrazioni di Spagna, Francia, Monaco, Città del Vaticano, Svizzera, Austria, Croazia, Grecia,, Montenegro, Slovenia e Malta) e che ha reso disponibile per ciascuna delle altre aree geografiche di coordinamento 14 frequenze (15 nell’area di coordinamento con la Svizzera). Pertanto, considerato che la Legge di Bilancio (al comma 1030, dell’articolo 1) vincola all’utilizzo delle sole frequenze attribuite all’Italia dagli accordi di coordinamento “al fine di escludere interferenze nei confronti di Paesi radioelettricamente confinanti”, e che, in questo senso, non risultano essere mai state segnalate o registrate interferenze nella attuali utilizzazioni tra impianti italiani e nord africani, in particolare tunisini, nelle more della finalizzazione dei nuovi accordi di coordinamento con le amministrazioni competenti, si ritiene ragionevole procedere alla pianificazione di 14 reti anche nell’Area Tecnica 16 (Sicilia). A tale scopo, nel PNAF 2018, sono state comunque previste le opportune cautele volte ad assicurare sia la protezione delle assegnazioni estere sia adeguati livelli di copertura per le reti pianificate.”

Rispetto al 1′ PNAF 2018 (ulteriori approfondimenti: Piano Nazionale delle Frequenze 2018: le prospettive dell’etere televisivo siciliano in vista del DVB-T2), per la Sicilia, non c’è stata nessuna variazione come dimostra la Tabella assegnazione frequenze

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